giovedì 18 novembre 2010

Lo Stagnone: suggestivo e sensuale

Approdo mediterraneo di tanti popoli, la splendida Lilybelo, l'araba Marsa Allah, ha candidato all'Unesco l'isola di Mozia e la Laguna dello Stagnone. Questa è la riserva naturale, con saline e mulini a vento, habitat per fenicotteri e aironi, sulle cui meraviglie vigila il greco giovinetto della fenicia isoletta.
Suggestiva e sensuale, la Riserva Naturale Orientata dello Stagnone si estende, entro il territorio di Marsala, per un lungo tratto che va da capo Lylibeo a San Teodoro. Stiamo parlando di un luogo molto speciale: dal punto di vista zoologico, esso rappresenta un laboratorio naturale in cui nuovi organismi si formano e si evolvono prima di confrontarsi con il mare aperto. Unico ambiente europeo ad avere tale privilegio, merita per questo un rispetto particolare.
Il nome della riserva si riferisce al fatto che l’ampio tratto di mare interessato è separato dal resto del Mediterraneo grazie ad un grande frangiflutti naturale, l’Isola Grande, che rende le sue acque placide e tranquille. All’interno della laguna è presente un piccolo arcipelago di isolette: isola Grande, Mothia, S. Maria e il piccolo scoglio di Schola, così chiamata per la convinzione popolare che in epoca romana vi fosse una scuola di retorica. Il mare qui si mantiene molto basso tanto che è possibile percorrerlo per lunghi tratti senza che il suo livello superi l’altezza delle ginocchia. Nei suoi punti più profondi l’acqua raggiunge i 3 m. ma da S. Teodoro è anche possibile raggiungere l’Isola Lunga a piedi e fino a qualche decennio fa carretti e cavalli si immergevano in acqua per arrivare fino a Mothia.


Vi basterà guardare lo Stagnone dalla riva per innamorarvene: la strada corre proprio accanto all’acqua ed una passeggiata in bicicletta, o se preferite in auto, vi permetterà di osservare le isole, tutte in bella mostra l’una accanto all’altra, l’acqua bassa e tranquilla, i ciuffi di vegetazione spontanea che crescono qua e là e, infine, le saline con i loro mulini a vento.
La Riserva dello Stagnone è infatti un meraviglioso connubio di natura, storia e azione umana che si sono fusi insieme creando un paesaggio unico e mozzafiato. L’isola di Mothia custodisce numerosi reperti archeologici di quell’epoca in cui la sua posizione del Mediterraneo ne aveva fatto un importante scalo commerciale fenicio tanto da nuocere a Dionisio di Siracusa che la distrusse nel 397 a.C.
Le saline sono una delle più antiche e più produttive attività di questa zona a cui la natura ha donato un clima perfetto per raccogliere dalle sue acqua il sale, farlo asciugare con il calore del sole e infine asciugarlo al vento, cosicché ai passanti sia data l’opportunità di godere dello spettacolo di quelle enormi montagne bianche dietro cui va a dormire il sole mentre, appena più in là, fanno capolino le sagome delle piccole isole.

Marsala tutto l'anno

"La Sicilia! La Sicilia! Pareva qualcosa di vaporoso laggiù tra mare e cielo, ma era l'isola santa. Abbiamo a sinistra le Egadi, lontano in faccia al monte Erice che ha il culmine nelle nubi...Eccola lì Marsala, le sue mura, le sue case bianche, il verde de' suoi giardini, il bel declivio che innanzi". Credo che la descrizione di Giuseppe Cesare Abba, Da quarto al Volturno, sia perfetta per descrivere Marsala, una cittadina in provincia di Trapani, alla quale sono particolarmente affezionata, visto che qui è nato mio padre e con la mia famiglia trascorrevamo le nostre vacanze. Ci sono tornata questa estate con mio marito e mio figlio e devo dire che l'ho trovata ancora più bella.  
Credo che Marsala sia il luogo ideale per far riaffiorare quella voglia di essere viaggiatori ancor prima che turisti, perchè infinite sono le sensazioni e le emozioni che suscita giungere in questa punta estrema d'Italia.
La città è bella e ricca in ogni suo aspetto. E' bello svegliarsi al mattino presto e passeggiare per il mercato che sembra più un salotto, a dir la verità. Il mercato, in particolar modo quello del pesce è ordinatissimo e i pesci sui banchi sembrano quasi dei gioielli esposti in vetrina.
Qui, la pesca è senz'altro la principale fonte di sopravvivenza, insieme naturalmente ai vini per i quali Marsala è famosa ovunque.

Usciti dal mercato, ricco di ogni ben di Dio, si può passeggiare lungo il corso e andare alla scoperta dei Musei, aperti al pubblico e curatissimi sotto ogni aspetto. In particolar modo, ci ha affiascinano il Museo Civico che sorge in un'antica struttura molto prestigiosa, che rende ancora più piacevole la visita alle tre sezioni in cui si articola il museo stesso: la Risorgimentale garibaldina, l'Archeologica e quella dedicata alle tradizioni popolari. Molto bello anche il Loggiato e le numerose chiese del centro.

 
A parte le bellezze architettoniche, Marsala è splendida anche per il suo mare, un pò selvaggio e indomabile, e per la ricchezza dei paesaggi, dove fra tutte le coltivazioni spicca naturalmente la vite. Abbiamo fatto in modo di visitare credo la principale Cantina storica della città, ovvero l'azienda Florio produttrice di Marsala dai primi del 900. Può sembrare strano, ma il merito della nascita del Marsala si deve a una tempesta. u solo grazie alle avversità climatiche se nel 1773 John Woodhouse, ricco commerciante di Liverpool, approdò con la sua nave nel porto di Marsala, invece che a Mazzara del Vallo dove era diretto per concludere un affare.Una volta sbarcato, l'inglese si recò in una bettola dove ebbe modo di assaggiare un vino particolarmente buono prodotto da quelle parti, il Perpetum, un vino molto simile al Madera o al Porto che piaceva agli inglesi.
Da qui nacque la decisione di acquistarne una grossa scorta da vendere in patria, ma a quel tempo il trasporto del vino per mare comportva grossi problemi di conservazione E così per ovviare a questo problema, l'inglese decise di aggiungere dell'alcool, aumentandone così la gradazione alcolica e assicurandosi la conservazione.Fu un grande successo, tanto che Woodhause decise di dar vita a una vera e propria attività commerciale. Alla fine del 18° il Marsala era ormai abitualmente bevuto su tutte le navi di Sua Maestà Britannica.
 Nel 1832 Vicenzo Florio diventa il principale produttore di Marsala. In quell'anno Vincenzo fa costruire le storiche cantine, in pietra di tuo, che rispecchiano lo stile tipicamente anglosassone dell'epoca , con ampi archi a sesto acuto e pavimento in battuto di polvere di tufo. La struttura rappresenta il cuore della produzione del Marsala: da qui partivano le navi della compagnia Florio cariche del prezioso nettare e qui ancor oggi si produce il Marsala più famoso al mondo.
Insomma, se potete, vi consiglio di venire in questa splendida città, dove ho dimenticato di dirvi che ci sono tantissime cose buone da mangiare a cominciare dalla frutta martorana , fatta con pasta di mandorle.

Che bello partecipare ai blog

Cari ragazzi, la nostra amica Nicole del blog Dolce Passa Tempo (http://dolcepassatempo.blogspot.com/) ha lanciato un'iniziativa molto carina, invitandomi a partecipare. Devo dire, che prima di inaugurare il mio blog non avevo idea che ci si desse tanto da fare a partecipare a questo tipo di iniziative, Scoprirlo mi ha sorpreso in positivo. La scadenza del Blog Candy è il 31 dicembre. Quindi tocca darsi da fare, perchè in premio ci sono ben 3 regali e qualcosa preparato da Nicole, che devo dire è davvero bravissima a preparare i suoi dolci. Un imbocca al lupo a tutti

Stella di Natale

Ingredienti per 4 persone
1 confezione di pasta brisè
350 gr di patate
1 confezione di pancetta
1 peperone rosso
1 confezione di panna da cucina fresca
una decina di foglie di basilico
olio etravergine d'oliva
sale e pepe
PreparazioneMettete a bollire le patate in acqua leggermente salata. Quando saranno cotte, spellatele e tagliatele a cubetti. Ripassatele in padella con un filo d'olio, la pacetta a cubetti, sale e pepe. Aggiungete la panna e lasciate freddare il condimento. Intanto, distendete la pasta brisè su una teglia da forno, versatevi sopra le patate e ricoprite con la rimanente pasta. Completate la preparazione, docrando l'esterno della torta con strisce piuttosto larghe di peperone (precedentemente lessato in pochissima acqua e per pochi minuti) e le foglie di basilico, in modo che sembri quasi un fiore. Mettete la torte salata in forno e cucoete a 180° per 20 minuti
Questa è la ricetta con la quale mi piacerebbe partecipare alla prima raccolta "Torta salata  ... I love you" di Veronica del blog Cucina deliziosa (http://cucinadeliziosa.blogspot.com/) che scade il 10 dicembre