giovedì 9 ottobre 2014

Tortino di riso glassato all'arancia


L'autunno si avvicina e la voglia di preparare un dolce goloso ma tutto naturale non manca di certo. Con la ricetta di oggi, partecipo al contest dedicato al riso Acquerello al quale sono stata invitata a partecipare. Io amo il riso e mi piace sperimentare con questo prezioso alimento ricette sempre nuove. Oggi ho pensato di preparare un dolce a base di riso che profuma di vaniglia e arancia

Ingredienti per 4 persone

Tempo di preparazione (1 ora)

100 gr di riso Carnaroli
400 ml di latte di mandorle
2 uova
2 albumi
un'arancia (la sola scorza)
un cucchiaio di essenza all'arancia
un pizzico di sale
glassa all'arancia q.b.

Preparazione

1. Mettete il riso in uno scolapasta e lavatelo sotto l'acqua corrente in modo da eliminare parte dell'amido. Fate bollire una pentola con dell'acqua e fate cuocere il riso per due minuti
2. In una pentola a parte versate due bicchieri di latte di mandorle, aggiungete la buccia di un'arancia così da aromatizzare il latte e portate a bollore.Aggiungete il riso precedentemente scolato e fatelo cuocere per una 20 di minuti. Aggiungete ancora latte qualora si rendesse necessario
3. Versate il riso in una ciotola e fatelo intiepidire. Intanto dividete i tuorli dagli albumi.
4. Montate a neve gli albumi con un pizzico di sale. Aggiungete i rossi d'uovo al riso e profumatelo ancora con della scorza d'arancia grattugiata. Da ultimo unite gli albumi e trasferite il composto in pirottini mono porzione o se preferite in una teglia unica.
5. Fate cuocere i tortini a 180° per 35 minuti
6. Sfornateli e serviteli con delle fettine d'arancia e una spruzzata di glassa

Ecco qualche scatto:



mercoledì 1 ottobre 2014

Insalata autunnale


Cari amici, la mia pausa estiva è stata per così dire un po' lunghetta. Il blog mi è mancato, ma devo dire che avevo proprio bisogno di staccare la spina. Sono diversi anni che scrivo sul mio blog, raccolgo ricette, sperimento in cucina. Se dovessi fare un piccolo bilancio direi che in tutti questi anni ho cucinato di tutto, divertendomi anche molto. Poi sono venute le collaborazioni, le ricette per i contest e via dicendo e forse un po' l'entusiasmo è scemato perché in qualche modo ho cominciato a cucinare anche piatti che forse non mi appartenevano. Durante il periodo estivo mi sono detta che avrei un po' staccato per capire cosa voglio comunicare con il mio blog e se c'è forse qualcosa in cucina che non ho ancora sperimentato e che mi piacerebbe condividere con gli amici dei social network. Così giorno dopo giorno credo di aver subito attivamente una sorta di evoluzione verso una cucina delle origini, intesa non come proposta di ricette della mia tradizione familiare, ma nel vero senso della parola come una cucina fatta di piatti semplici e naturali. Si, in questo momento della mia vita, il motto è "cucina naturale", una riscoperta della semplicità degli ingredienti, cotture rapide, prodotti stagionali, niente sprechi, pochi prodotti di origine animale.
La ricetta di stasera rispecchia il mio stato d'animo attuale e spero di trovare tanti amici appassionati come me di cucina naturale con cui scambiare ricette, critiche, commenti

Ingredienti
2 carciofi
1 mela rossa
2 finocchi piccoli
scaglie di parmigiano
qualche noce
Per la citronette:
1 limone
4 cucchiai d'olio
1 cucchiaio di senape
sale
pepe fresco

Preparazione
1. Pulite con cura i carciofi, privandoli della barbetta interna e delle foglie dure più esterne e tagliateli a julienne
2. Pulite anche i finocchi eliminando le prime foglie esterne e tagliate anche questi a julienne
3. Tagliate la mela a fette sottilissime
4. Sistemate in un piatto gli ortaggi e a parte preparate una citronette miscelando tutti gli ingredienti
5. Versatela sull'insalata e da ultimo aggiungete qualche scaglia di parmigiano e le noci
6. Potete servirla con delle focaccine calde o dei crostini

giovedì 26 giugno 2014

Brioscia palermitana


Quando mi sono trasferita a Roma una delle cose che più mi è mancata è quella che da noi viene denominata volgarmente "brioscia col tuppo" che come in tantissimi sanno va servita con la granita oppure farcita con diversi gusti di gelato e naturalmente panna sia sopra che sotto. A Roma quando ai baristi chiedevo se per caso la facevano non sapevano nemmeno di cosa parlassi. Che amarezza! Poi qui ad Ostia dei palermitani hanno aperto una rosticceria e quindi fino a poco tempo fa ero una loro cliente abituale, visto che preparavano delle brioscie veramente eccellenti. La rosticceria un mese fa ha cambiato gestione con mio sommo dispiacere e così visto che la vita senza brioscie è tristissima, ho provato a cercare una ricetta che mi desse fiducia e così ho provato. Il risultato è piuttosto gratificante, quindi ecco la ricetta per tutti gli appassionati di cucina siciliana

Ingredienti per 10 brioche
500 gr di farina manitoba
50 gr di zucchero
15 gr di lievito di birra
3 uova più 1 per spennellare
90 gr di burro
150 ml di latte
1 pizzico di sale

Preparazione
1.Diluite nel latte tiepido il lievito di birra
2. Versate nella planetaria la farina, unite lo zucchero, il sale e il latte col lievito e cominciate a impastare
3. Unite le uova una alla volta in modo che si amalgamino bene al resto del composto e infine aggiungete il burro ammorbito
4. Impastate per 10 minuti, dopodichè mettete a lievitare in un luogo caldo, coprendo il composto con della pellicola, per un’ora
5. Riprendete l’impasto e formate 10 brioche lasciando per ognuna una pallina di composto così da formare il classico tuppo su ognuna delle brioche
6. Fate lievitare ancora per mezz’ora, quindi spennellate le brioche col rosso d’uovo e mettete in forno caldo per circa 10-15 minuti a 200°

Sfincione palermitano


Cosa sarebbe la vita senza lo sfincione per una palermitana? A questa sorta di cibo di strada sono legati tantissimi ricordi della mia infanzia, ma direi di gran parte della mia vita. Sono cresciuta con gli odori e i sapori di questo cibo. Per le strade della mia città, in particolare vicino ai mercati come Ballarò o la Vucciria mi sono fermata tantissime volte dai venditori ambulanti che con le loro grida attiravano i passanti. Mia madre e con essa le mie zie lo hanno sempre preparato in caso e oggi che mia madre non c'è più, prepararlo in casa mi fa sentire più vicina a lei. Mi auguro che la ricetta vi piaccia, perché credetemi è un trionfo di sapori

Ingredienti

500 grammi di farina rimacinata (di grano duro)
500 grammi di farina 0 (ancora meglio farina manitoba)
mezzo litro di acqua tiepida
20 grammi lievito di birra
1 cucchiaio di zucchero
½ di bicchiere d’olio extravergine d’oliva
20 grammi di sale
500 grammi di pomodoro pelato a cubetti
6 sarde salate (diliscate sciacquate dal sale)
300 grammi caciocavallo semistagionato grattugiato a filetti
Sale q.b
Origano fresco
2 mazzetti di cipolla scalogno (in mancanza anche quelle dorate)
Pangrattato q.b.

Preparazione
1. Preparate per prima cosa l’impasto: in una ciotola miscelate le due farine, unite il lievito spezzettato e lo zucchero e iniziate a mescolare. Aggiungete l’acqua leggermente tiepida e lavorate l’impasto fino ad ottenere un composto omogeneo e compatto. Se la possedete potete utilizzare senz’altro una planetaria, altrimenti va bene comunque. Unite anche l’olio a filo fino a farlo assorbire completamente e il sale. Mettete l’impasto a lievitare per due ore in un luogo tiepido
2. Intanto che l’impasto lievita, preparate la salsa. Mettete il pomodoro a pezzettini in una ciotola e aggiustare con sale e pepe e due cucchiaini di zucchero per togliere l’acidità del pomodoro.
3. Tagliate la cipolla sottilissima e mettetela a macerare, in acqua e sale, per circa venti minuti.
4. In un tegame fate imbiondire la cipolla e quando avrà preso colore unite il pomodoro insaporito con l’origano. Fate cuocere fino a che il pomodoro si sarà ridotto e risulterà una salsa piuttosto asciutta
5. Preriscaldate il forno a 250/300 gradi. Nel frattempo oliate una teglia e cospargetevi il pangrattato. Intanto prendere l’impasto e stendetelo sulla teglia. Versate su di esso la salsa preparata in precedenza e adagiatevi sopra dei pezzettini di sarde salate. Spolverate con il caciocavallo grattugiato e infine con il pangrattato. Pressate leggermente con un cucchiaio in modo che il pangrattato assorba l’umido del condimento (e quindi non si bruci). Irrorate con un filo d’olio e, non appena il forno è a temperatura, infornare per circa venti minuti controllando le fasi di cottura.
Servire caldo spolverando con origano fresco. È buonissimo anche tiepido o freddo.

mercoledì 25 giugno 2014

Insalatona ai Sapori dell'orto


Cari amici, i mondiali per l'Italia purtroppo sono giunti al termine, ma è stata comunque una bella emozione vederli giocare ieri sera per l'ultima volta. Io devo dire che non sono un'appassionata di calcio, ma quando si tratta dei mondiali faccio un'eccezione. La mia ricetta per chiudere questa bella esperienza è un'insalata fresca con dentro una morbidissima sorpresa: gli aperifresco ai sapori dell'orto

Ingredienti
una confezione di Aperifresco ai Sapori dell'orto
un mix di insalatina fresca di stagione
una manciata di pomodorini pachino
una manciata di capperi di Pantelleria
alcuni ravanelli freschi
alcune carotine nane
una manciata di funghi champignone
alcuni grani di pepe rosa
Per condire:
due cucchiai di senape
alcuni cucchiai d'olio extravergine d'oliva
succo di limone
sale a scaglie

Preparazione
1. Tagliate l'insalata di stagione in una ciotola, dopo averla lavata e asciugata con cura.
2. Aggiungete all'insalata i funghi tagliati sottili, i ravanelli tagliati a rondelle, i capperi dissalati e ben asciutti, i pomodorini pachino tagliati a metà, le carotine nane
3. In una ciotola più piccola preparate la salsa che vi servirà a condire la vostra insalata: emulsionate la senape con l'olio, il sale e il succo di limone. Mescolate fino ad ottenere una salsina consistente
4. Versate la salsa sull'insalata e date una mescolata. Unite, infine, gli aperifresco e i grani di pepe rosa e servite ben fredda



venerdì 13 giugno 2014

Fries: patatine fritte in tutte le salse


Se vi piacciono le patatine fritte e non vi stanchereste mai di gustarle in tutte le salse, allora il posto che fa per voi è Fries. Dal 12 giugno fino al 17 agosto potrete fare un salto al Villaggio Mondiale a Piazzale Magellano, Ostia lido di Roma, per avere un assaggio di quello che da settembre vi aspetterà all’apertura a Roma della prima patatineria in zona San Pietro.
Le patatine fritte sono senza ombra di dubbio uno dei cibi di strada più conosciuti ed apprezzati al mondo.
Vi siete mai chiesti chi è stato l’inventore di queste prelibatezze?
I belgi e i francesi ancora oggi hanno una disputa aperta: i primi fanno riferimento a un manoscritto del 1781 in cui si racconta che i valloni amavano friggere dei piccoli pesci della Mosa, ma questa d’inverno gelava rendendone impossibile la pesca, così gli abitanti da oltre un secolo sostituivano questi alimenti con le patate che venivano fritte allo stesso modo e tagliate a forma di piccoli pesci.
I francesi dal canto loro sostengono che le patate fritte siano state inventate a Parigi nel 1789 durante la rivoluzione francese in seguito ad una campagna voluta da Antoine Parmentier per la promozione delle patate in Francia.
Chi abbia ragione tra i due non è dato saperlo, ma quel che è certo è che dal 1830 le patatine fritte sono molto diffuse in Francia e in Belgio e solo dopo la prima guerra mondiale lo saranno anche in Nord America con il nome di “french fries”, al ritorno dei soldati dal fronte belga o francese. Nelle isole britanniche le patate fritte prenderanno il nome di "chips".
E’ comprensibile, dunque, che i Paesi in questione abbiano una lunga tradizione nella preparazione delle patatine fritte e si siano affermati nel mondo per questo street food , ispirando nel tempo anche gli amici italiani.
I locali specializzati nella preparazione di patatine fritte si stanno diffondendo con grande successo anche in Italia (a partire da Napoli) e adesso è il turno di Roma dove Francesco Ghislandi, ristoratore e proprietario del locale Pomodori Verdi Fritti, con il socio Domenico Sciarria, uno dei maggiori distributori di patate in Italia, ha deciso di lanciarsi in un business che promette di avere successo.
Questi giovani imprenditori, accomunati dalla passione per il buon cibo, lavoreranno solo patate di qualità superiore, provenienti da agricoltura integrata. Sciarria srl è infatti una delle aziende leader di mercato nel settore della coltivazione, commercializzazione e distribuzione delle patate da agricoltura di “lotta integrata” che opera seguendo i cicli produttivi delle stagioni con contadini e agronomi addetti al controllo delle coltivazioni, dalla semina al raccolto.
I due imprenditori ispirandosi agli amici dei Paesi Bassi, dove lo street food per eccellenza sono le patatine fritte di qualità (patate fresche tagliate a mano, fritte in friggitrici a riciclo continuo di olio e accompagnate da una vasta scelta di salse) da Settembre vi aspettano a Roma, dove inaugureranno la prima patatineria romana, in via di Porta Cavalleggeri 19, all'inizio di Gregorio Settimo.
Ma parliamo di cosa offrirà Fries: intanto preparatevi ad assaggiare delle patatine fritte esclusivamente in olio di Arachide, il migliore per la frittura in quanto raggiunge molto più tardi il punto di fumo rispetto agli altri oli e non copre il vero sapore delle patate garantendone così l’assenza al 100% di colesterolo.
Sulle friggitrici di provenienza olandese a filtraggio continuo, vengono effettuati due controlli giornalieri per garantire un fritto in un olio pulito.
Il menu prevede tre tipi di patate, tutte con buccia. Stick tagliata dal fresco a mano, in tre dimensioni: small a 3 euro, large a 4 euro e king size a 5,50 euro. Poi le chips tagliate fini. La ciliegina sulla torta, sono le 20 salse con cui è possibile gustare le patatine. Sono tutte salse italiane, senza glutine: Ketchup fatto in casa, Maionese, Barbeque, Senape, Burger. Non mancano quelle speciali: Algerina, ricca di spezie e aromi e deliziosamente piccante, la salsa spagnola Andalusa, quella orientale Marocchina, la Pita all’aglio e Samurai dal gusto deciso e secco.
Fries è attento anche all’ambiente, per questo i cartocci sono tutti realizzati in materiali interamente riciclabili.
Io ho provato il Maxi cartoccio di patate e sono rimasta piacevolmente impressionata dal connubio perfetto fra il croccante dell’esterno e la morbidezza dell’interno: una vera bontà che anche voi potrete assaporare con una vastissima scelta di salse già in questi giorni al Villaggio Mondiale, in piazza Magellano, sulla spiaggia libera tra gli stabilimenti "Il Capanno" e "Mare Chiaro" di Ostia lido




mercoledì 11 giugno 2014

La via del tè passa per “Assaggi d’Autore”


Una delle consuetudini comuni a diversi popoli, tra i quali spicca quello inglese, è quella di degustare e sorseggiare varie tipologie di tè e infusi, solitamente nel tardo pomeriggio.
Tale consuetudine si è estesa nel tempo anche a numerose città d’Italia, fra le quali Roma, meta continua di turisti provenienti da ogni parte del mondo.
Nella Capitale, a pochi passi dalla celeberrima Fontana di Trevi, si trova un locale “Assaggi d’Autore” che dalle 4 del pomeriggio in poi si trasforma in una sala da tè pronta a celebrare il rito che da secoli si lega al consumo e alla degustazione di questa preziosa bevanda.
Il locale si trova in via dei Lucchesi 28 e offre ai propri clienti l’opportunità di trasformare il tea time in un momento di assoluto relax, scegliendo fra una vastissima selezione di tè classici o aromatizzati, rigorosamente selezionati e accompagnati da dolci e pasticcini vari.
“Dalle 4 del pomeriggio in poi- dice Oreste Ogidio, fedele collaboratore del locale- Assaggi d’Autore si trasforma in un luogo accogliente e adatto a fare quattro chiacchere in compagnia o anche solo a passare del tempo impegnati nella lettura di un buon libro con a fianco un’ottima tazza di tè. Accogliamo i nostri clienti con una vastissima selezione di te provenienti da “La Via del Tè” di Paolo Carrai. Si tratta di tè provenienti da diverse parti del mondo: Cina, India, Sri Lanka, Taiwan, Giappone, ecc. I clienti possono scegliere tra una selezione di tè artigianali in foglie, tisane, infusi accompagnati da ottimi dolci genuini e gustosi. I tè vengono preparati rispettando i tempi e le temperature per un’infusione ottimale. In estate, la pausa pomeridiana può trasformarsi anche in un’occasione per gustare altri prodotti adatti alla stagione, come i freschissimi centrifugati”.
Tè e tisane la fanno veramente da padroni ad Assaggi d’Autore (tè nero, bianco, verde, Roibos, tisane dopo pasto e del buon respiro) assieme a una selezione di ben 25 dolci tutti preparati con ingredienti freschi e genuini: tiramisù, apple pie, caprese, sacher, cheesecake, crostate alla crema e al cioccolato, mousse, panne cotte e molto altro ancora.
Assaggi d’Autore è un locale veramente delizioso sotto ogni punto di vista, a partire da quello estetico. Pareti a libreria nei colori pastello, arredamento vagamente shabby chic, danno l’idea di un’atmosfera a metà strada tra il parigino e il newyorkese. Molto accattivante anche l’accostamento di sedie e divanetti; l’atmosfera è calda ed accogliente, l’ambiente è sofisticato quanto basta e raffinato, un bistrot all’occorrenza ristorante, caffetteria, bookshop e per l’appunto sala da tè.
Dalla selezione di tè compiuta dai proprietari del locale si notano senza dubbio una grande competenza e attenzione alla qualità e ai gusti della clientela, assai variegata. Tè neri, verdi, bianchi tutti rigorosamente in foglia e provenienti da ogni parte del mondo allietano la pausa pomeridiana della clientela che può scegliere anche fra una tisana o un infuso. Credetemi: c’è solo l’imbarazzo della scelta.


Gli accoglienti spazi del locale sono perfetti per accogliere i clienti in questo particolare momento della giornata, in cui il tè si trasforma in un vero e proprio rito e come tale merita di essere celebrato. Ci si può sedere comodamente per una pausa rilassante, sorseggiando tè ma anche caffè o altri prodotti di caffetteria e non solo. Entrando c’è un bancone bar e di fronte a questo c’è uno spazio dove si allestiscono i buffet. Proseguendo si entra in una sala arredata con scaffali bianchi sui quali trovano posto libri di cucina di ogni tipo: guide alla ristorazione, ricettari, testi specializzati su vini, birre, formaggi e molto altro. I libri allietano la pausa del tè rendendola ancora più piacevole. Come se non bastasse i clienti possono scegliere tra una vastissima selezione di dolci e per chi non ama il tè e vuole comunque rendere la sua permanenza al locale piacevole c’è la possibilità di gustare anche delle tisane o delle centrifughe.
“Ai nostri clienti- mi spiega Oreste- offriamo delle centrifughe pascalizzate e non pastorizzate, tecnica che conserva quanto più possibile le caratteristiche nutrizionali e organolettiche dei prodotti freschi, garantendo nel contempo i requisiti igienico-sanitari”.
Il locale, che è aperto dalla colazione all’aperitivo, passando per il buffet a pranzo o il branch alla domenica, dalle 16.00 alle 19.00 vi aspetta dunque per allietarvi con le sue proposte gastronomiche: tè, prodotti di caffetteria, dolci di ogni tipo preparati freschi.
“Oltre a bere un ottimo tè- dice Oreste-si può scegliere anche tra una ricchissima selezione di vini e Champagne biodinamici”.
Il servizio è sorridente, disponibile e attento a mettere i clienti a proprio agio. Cosa aspettate? Passate ad Assaggi d’Autore per un indimenticabile “tea time”




martedì 27 maggio 2014

Shirataki al salmone e peperoncini piccanti


Sapete qual è il segreto dei giapponesi per rimanere in forma? Si chiama Shirataki o Ito Konjaku in Giappone e Moyu o Juruo in China, è un validissimo sostituito della pasta, ma a differenza di questa che - come tutti sappiamo -apporta calorie ed è quindi spesso limitata nelle diete, è composta da una farina chiamata glucomannano che si estrae dalla radice di una pianta asiatica chiamata Konjac. Il glucomannano e' una fibra solubile e come tale non viene assorbita dal nostro organismo e quindi non ha calorie utili per il corpo umano. Questa fibra non contiene calorie, carboidrati, grassi, proteine, glutine, lattosio, ne' qualsiasi altra sostanza che possa essere assorbita dall'organismo. E' quindi ideale per coloro che vogliono dimagrire, in particolare con diete povere di carboidrati; ma anche per chi soffre di allergie o intolleranze a glutine, amido di frumento, lattosio

ZenPasta e' prodotta in modo completamente naturale e senza alcun additivo chimico, solo farina di Konjac estratta direttamente da radici coltivate secondo i principi dell'agricoltura biologica. Si prepara con grande facilità e si può condire con qualunque sugo. Si mantiene sempre al dente e, lasciatemelo dire, dà il meglio di sé nelle ricette asiatiche ed esotiche

Ingredienti per 4 persone
4 rotolini di spaghetti di Shirataki
150 gr di pisellini freschissimi
2 fette di salmone fresco
1 peperoncino verde piccante
1 pomodoro rosso piuttosto grande
alcune foglioline di menta
1 spicchio d'aglio
qualche cucchiaio di olio di sesamo

Preparazione
1. Mettete a bollire dell'acqua, immergete gli spaghetti di Shiratakie lasciate bollire per 7/10 minuti (l'aumento di peso è maggiore se la lasciate bollire per 10/12 minuti, in ogni caso non scuoce mai quindi non abbiate paura di lasciarla più a lungo). Scolatela e sciacquatela bene sotto l'acqua corrente

2. In un pentolino, fate scottare i pisellini per pochi minuti. Intanto, pulite le fette di salmone, eliminando le spine e ricavandone dei dadini regolari

3. In un altro pentolino, fate bollire dell'acqua. Sul dorso del pomodoro praticate un taglio a croce. Gettatelo in acqua bollente per 30 secondi. Scolatelo dall'acqua e versatelo in una ciotola con acqua freddissima. Eliminate quindi la buccia del pomodoro, apritelo a metà e privatelo dell'interno. Ricavate anche dal pomodoro dei dadini regolari

4. Scaldate qualche cucchiaio di olio di sesamo in un tegame. Tagliate a rondelle il peperoncino e versatelo nel tegame, aggiungete i dadini di salmone e lasciate saltare pochi minuti. Unite anche i pisolini, scolati dal liquido di cottura. Salate

5.Nel tegame, versate anche gli shirataki e da ultimo unite il pomodoro fresco a dadini e delle profumatissime foglioline di menta

venerdì 23 maggio 2014

AMARSI D⁺: una linea di salumi che ci aiuta a volerci bene


16 referenze tra prosciutto cotto, crudo, mortadella, salame, petto di pollo e di tacchino, proposti in vari formati: al banco taglio, affettati in vaschetta, in palline (tranci) o in salamini, che rispondono alle moderne esigenze di una alimentazione salutare senza rinunciare al gusto compongono la gamma della linea Amarsi d⁺ firmata Fiorucci.
Ho avuto modo di assaggiare diversi di questi prodotti in compagnia di alcuni amici blogger nella splendida cornice di Nardy Day spa a Roma.
La location non è stata casuale visto che si parla di benessere nella vita così come a tavola.
All’incontro era presente anche una nutrizionista Eliana Avolio, blogger e Caporedattrice Area Benessere di Bigodino.it, che ci ha fatto scoprire le ricette dei “mini panini di benessere”: bocconi da gustare senza preoccupazioni né per la salute né per la linea.
I salumi di questa linea racchiudono gusto e leggerezza, sembra incredibile visto che si parla di salumi, invece, vi assicuro che è così.
Amarsi d⁺, grazie al ridotto contenuto di grasso e soprattutto di sale - e all’assenza di glutine e lattosio- ha ottenuto il Patrocinio del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari, Respiratorie, Nefrologiche, Anestesiologiche e Geriatriche dell’Università “La Sapienza” di Roma.
Nel mese di Dicembre 2013 un’apposita Commisione ha attentamente valutato i nuovi prodotti della linea Fiorucci “AMARSI D+”, decidendo, preliminarmente, di effettuare una valutazione comparativa tra i diversi prodotti della nuova linea (prosciutto crudo, prosciutto cotto, mortadella, pollo, tacchino e salame) e quelli tradizionalmente offerti sul mercato alimentare italiano. Ciò al fine di valutare in parallelo non solo le differenze nella composizione organolettica degli alimenti, ma anche del complessivo “risultato” delle variazioni apportate nella nuova linea –caratterizzata fondamentalmente (ma non solo) nel minor contenuto di grassi e di sale- in termini di gusto e, conseguentemente, di previsione di customer satisfaction. In conclusione, dall’attenta comparazione dei prodotti proposti dall’Azienda Fiorucci nella linea “AMARSI D+” rispetto ai prodotti tradizionali, la Commissione ha espresso una valutazione complessivamente molto positiva
Devo dire che l’impegno di Fiorucci, che ha voluto studiare e realizzare nuove linee di prodotti salumieri “nutrizionalmente modificati”, con minor contenuto di grassi (in particolare saturi) e di sodio e sale, è sicuramente apprezzabile e può servire da monito per quei consumatori che magari non sanno districarsi tra i banconi dei supermercati e compiono delle scelte poco consapevoli.
Purtroppo la società del benessere in cui viviamo oggi ci ha portati a degli eccessi alimentari, a un consumo smodato di alimenti che spesso e volentieri sono troppo ricchi di sale e grassi. Inutile dire che da qui derivano numerose patologie che potrebbero senza dubbio essere limitate optando per uno stile di vita e alimentare più sano.
Vi consiglio di provare questa linea di prodotti perché sono tutti perfetti per la stagione in corso. Potete provarli nei panini, preparare fresche insalate di pasta, riso o cereali e aggiungerli come ingrediente, insomma potate giocare a realizzare delle ricette sfiziosissime ricche di gusto






lunedì 19 maggio 2014

Three Temporary Chef: un nuovo formar per "Assaggi d'Autore"


Tre blogger /chef di successo, scelti nell’ambito di “Three Temporary Chef”, un nuovo format di ristorazione, si alterneranno nei prossimi tre mesi ai fornelli del ristorante “Assaggi d’autore” proponendo ai clienti tre diversi stili gastronomici: cucina di pesce tipica delle coste laziali, cucina vegana e cucina romana gourmet.
I tre blogger che per l’occasione si trasformeranno in Temporary Chef sono piuttosto conosciuti nell’ambiente gastronomico, anche se nessuno di loro fa lo chef a tempo pieno: Giulia Nekorkina, Alessandra Rotili e Marco Dau.
Ma procediamo con ordine. A lanciare questo ambizioso progetto è stata Raffaella Ghislandi, dell’Agenzia di consulenza per la ristorazione Aprolocale, che si occupa di lanciare nuovi locali, come pure di rilanciare locali già esistenti.
TTC si presenta come un ambizioso progetto sul piano sia della comunicazione che della proposta gastronomica. I locali che ospiteranno anche in futuro questo format avranno modo di reinventare la loro proposta gastronomica e di offrire ai clienti la possibilità di partecipare a dei veri e propri happening culinari creati per l’occasione dai temporary chef . Il progetto è strettamente legato a Bloggerpress.it, il primo ufficio stampa formato da soli blogger che permette di avere una visibilità intensa e costante per tutta la durata del progetto sul web e in particolare sui social network.
Le tre diverse tipologie di cucina che i blogger chef proporranno (la cucina vegana, in vertiginosa ascesa nelle richieste del pubblico; la cucina romana gourmet, con i sapori della memoria e la cucina di pesce delle coste laziali), comporranno nei prossimi tre mesi la proposta gastronomica del book restaurant bar “Assaggi d’Autore” e sembrano esserci tutte le premesse per far divertire e ingolosire i clienti con dei piatti assolutamente creativi e originali.
Un assaggio ci è stato dato in occasione della presentazione del format da parte dei tre blogger/chef che ci hanno proposto una apericena a base di sfiziosissimi finger food. I loro tre diversi stili in cucina, nel corso della serata, si sono mescolati fra loro creando un mix affascinante e coinvolgente per i nostri palati.
Ma chi sono nella vita di tutti i giorni i tre blogger scelti per il ruolo di Temporary chef?
La squadra è formata da Giulia Nekorkina, ideatrice del blog “Rossa di Sera”, moscovita di nascita ma romana di adozione, grande esperta di cucina e appassionata in particolare di cucina di pesce povero.
A seguire Alessandra Rotili, giornalista di professione e autrice del blog “La cucina di Ale” vegana convinta e, infine, Marco Dau dirigente nel mondo delle Telecomunicazioni, appassionato di enogastronomia.
Passione, ispirazione, collaborazione e attenzione ai particolari hanno accomunato nel corso della serata i tre blogger/chef che hanno curato la preparazione e la presentazione dei lori piatti in versione finger food sin nei minimi particolari, senza sottrarsi alla curiosità degli intervenuti, tutti interessati a scoprire i segreti dei lori piatti. Con questi assaggi abbiamo avuto modo di scoprire i loro diversi stili gastronomici, percorrendo così un viaggio culinario alla scoperta di piatti che –credetemi- si faranno ricordare.
Giulia, Alessandra e Marco ci hanno stupiti con delle combinazioni gastronomiche di grande effetto.
Giulia ci ha proposto la sua Cucina di pesce povero fatta di Crostini di baccalà mantecato con germogli, Sgombro sotto sale su crostini di pane di segale con burro allo zenzero e cipollina verde, Polpettine fritte di alici su crema di zucchine con acciughe e finocchietto, Gnocchetti con crema di alici, pecorino e menta e, per finire, una deliziosa Mousse di fragole.
Chi conosce Giulia sa benissimo che è una donna molto affascinante e sofisticata e nel corso della serata ha dimostrato di essere una perfetta padrona di casa. Ha curato tutto sin nei minimi particolari proprio come una professionista del settore, incaricandosi non solo dell’organizzazione dell’evento in veste di collaboratrice di Bloggerpress.it ma anche di Temporary chef.
“Non è stato semplice curare l’organizzazione della serata nella doppia veste di organizzatrice e chef, ma è andato tutto nel migliore dei modi- mi racconta Giulia. C’è stata tanta emozione perché io e i miei colleghi non siamo chef di professione ed eravamo preoccupati di come sarebbe potuta andare la serata. Abbiamo curato tutto nei minimi dettagli e in cucina abbiamo lavorato con grande spirito collaborativo. Anche se non ho avuto modo di assaggiare i piatti degli altri due chef devo dire che ho trovato le loro proposte estremamente interessanti “.
Alessandra, invece, ha proposto la sua cucina vegana: Mousse di zucchine e noci in salsa rouge, Quinoa e fave in crema di piselli alla menta con mandorle croccanti, Insalata di lenticchie con coulis di frutta e noci, L’altra Carbonara, e per finire Bicchierini di crema di limone e frutta.
“La collaborazione con Assaggi d’autore- dice Alessandra- è nata con il progetto Three temporary chef, che è una grossa novità sul fronte della ristorazione: siamo tre appassionati ai fornelli non professionisti (facciamo altre cose nella vita, io sono giornalista a tempo pieno), e io proporrò la mia cucina vegana, una cucina che trae ispirazioni sicuramente dalle molte letture fatte sull’argomento, ma assolutamente originale nell’elaborazione delle ricette. Questo locale ci ha accolto dandoci la possibilità di presentare ognuno le nostre specificità. Essendo vegana anche nella vita di tutti i giorni, amo proporre una cucina fatta di prodotti della natura, rispettosi della salute. Mi piace far passare il messaggio che la cucina vegana non è assolutamente una cucina di privazioni o rinunce, anzi è una cucina dove si aggiunge sempre qualcosa di nuovo. La serata è andata molto bene. La gente ha accolto con grande piacere le nostre creazioni e sono stati tutti molto curiosi e desiderosi di tornare a provare i piatti che nei prossimi tre mesi proporremo alternandoci ai fornelli durante l’ora di cena”.
Marco Dau ci ha mostrato come la cucina romana possa essere presentata in una veste nuova e assolutamente accattivante proponendoci: La sua Zuppetta di fave e piselli con guanciale croccante, Crema di ceci e seppioline ripiene, Saltimbocca alla romana, Mezzemaniche cacio e pepe con pere caramellate, Kiwi con ricotta al miele.
Tutti e tre blogger/chef hanno presentato le loro ricette utilizzando prodotti di stagione, cosa che sarà replicata nei prossimi tre mesi nei menu che offriranno ai clienti di Assaggi d’Autore.
I piatti sono stati accompagnati dai vini della Cantina Marramiero, dei vini abruzzesi di grande carattere, scelti con cura dal produttore e perfetti per l’occasione.
La serata è stata un gran successo e credo che chi ha avuto modo di assaggiare i piatti se ne sia andato a casa con la voglia di ritornare per scoprire le novità che i nostri amici blogger proporranno nei prossimi mesi al ristorante “Assaggi d’Autore”, in via dei Lucchesi 28, a pochi metri dalla celeberrima Fontana di Trevi a Roma.
Se vi fa piacere vedere gli scatti fotografici della serata, potete trovare qui una galleria fotografica. I crediti fotografici sono a cura di Paolo Ercolani