martedì 9 novembre 2010

La Ratatouille

Ingredienti per 4 persone
4 pomodori
4 melanzane
6 zucchine
4 peperoni verdi
4 cipolle
4 spicchi d'aglio
150 gr di olive verdi
basilico
timo fresco
prezzemolo
olio extravergine d'oliva
sale
Preparazione
Tagliate le melanzane a cubetti e lasciatele mezz'ora in uno scolapasta affinchè perdano l'acqua amara. Scottate i pomodorini in acqua bollente , pelateli, eliminate i semi e tagliateli a dadini; affettate le cipolle e le zucchine; riducete i peperoni a listarelle dopo aver eliminato i peduncoli, semi e filamenti; tritate gli spicchi d'aglio e snocciolate le olive; scaldate mezzo bicchiere d'olio in una casseruola e fatevi appassire le cipolle e l'aglio; salate, pepate, unite tutte le altre verdure, qualche foglia di timo e cuocete a fuoco moderato e a pentola scoperta per 45 minuti. Al termine aggiungete le olive , 2 cucchiai di prezzemolo tritato, una manciata di basilico. Versate la ratatouille in una zuppiera e servite tiepida

Ratatouille: un piatto che suscita emozioni

Parigi, patria dei grandi ristoranti e dei cuochi più eccentrici. Qui è nato uno dei piatti che pur avendo alla base degli ingredienti piuttosto semplici suscita tuttavia grandi sensazioni. Si tratta della ratatouille, un piatto servito dai francesi soprattutto come contorno.
Non so quanti di voi avranno visto l’omonimo film, in cui protagonista non è un grande chef bensì un delizioso topolino di nome Remy, il cui idolo è il famoso ed eccentrico  Auguste Gusteau chef, la cui filosofia è "chiunque può cucinare" .presente nel libro che ispira Rémy. Dopo una recensione negativa da parte del critico gastronomico Anton Ego il ristorante perde una stella, in seguito Gusteau muore, il ristorante perde un'ulteriore stella e cade in disgrazia.Egò, noto per essere un critico gastronomico capace di distruggere col suo giudizio la fama di un ristorante, tuttavia, viene scosso nel suo essere quando assapora una rielaborazione della ratatouille preparata dal topolino. In quel momento, il piatto fa tornare alla mento di Egò i ricordi della sua infanzia, quando mangiava la ratatouille preparata dalla mamma. Chissà a quanti di voi sarà capitata la stessa cosa assaggiando un piatto. Non so voi che ne pensate, ma per me quelli sono momenti di pura emozione 

Il carciofo alla giudia

Il carciofo romanesco, prodotto nelle province di Roma, Latina e Viterbo, è il protagonista di una ricetta unica nel suo genere tipica del Ghetto degli ebrei, a Roma.
Le terre dei Volsci, lungo l’Appia, furono fitte di insediamenti ebraici per più di un millennio. Nel Ghetto l'antica ricetta del carciofo alla Giudia è un classico. La cottura prevede che il carciofo, tagliato a spirale in modo da eliminare la parte legnosa, venga fritto nell’olio con il gambo in alto fino a farlo diventare croccante
Ingredienti per 4 persone

4 carciofi della varietà mammole
1 limone
prezzemolo
olio extravergine d’oliva
sale e pepe
Preparazione
Mondate i carciofi eliminando le foglie esterne più dure, una parte del
gambo e buona parte delle punte. Tenendoli per il gambo, premeteli
e batteteli sul piano da lavoro, così che le foglie si aprano leggermente
a fiore. Poi metteteli in una terrina con acqua fredda, ghiaccio e succo
di limone e lasciateli a bagno per un paio d’ore. Trascorso questo
tempo, scolateli accuratamente in modo da eliminare tutta l’acqua e
asciugateli con uno strofinaccio. Apritene le foglie con delicatezza, salatele,
pepatele, eventualmente spargete fra di esse un po’ di prezzemolo
tritato, quindi richiudetele. Fate scaldare abbondante olio in un
tegame, aggiungete i carciofi e fateli friggere delicatamente sino a quando
siano teneri, girandoli abbastanza spesso. Lasciate infine scolare l’olio
in eccesso su della carta assorbente da cucina e servite caldi