Un’ampia vetrata divide il Museo storico dalla Scuola del cioccolato, una grande sala dotata di quattordici postazioni complete della strumentazione necessaria alla lavorazione di questo nobile alimento, cosicchè ogni partecipante ai corsi può realizzare con le proprie mani dei piccoli capolavori di bellezza e di bontà.
La Scuola è un luogo dove trascorrere piacevoli momenti alla scoperta del cioccolato, dalle origini e dalle materie prime al prodotto finito. Qui si può imparare l’arte della lavorazione del cioccolato, educando il palato a riconoscere le diverse essenze e dedicarsi alla creazione di raffinate delizie grazie all’esperienza dei maestri della Scuola del Cioccolato che insegnano ai partecipanti a realizzare le loro creazioni con le tecniche e i segreti che dal 1907 Perugina applica ai suoi prodotti.
I corsi oltre che a Perugia si tengono anche presso le prestigiose Città del Gusto del Gambero Rosso di Roma e Napoli in modo da consentire a sempre più curiosi ed appassionati di avvicinarsi al meraviglioso mondo del cioccolato.
Ad accogliere i partecipanti ai corsi ci sono dei professionisti, maestri cioccolatieri che accolgono di volta in volta adulti, bambini o ragazzi. I corsi, infatti, spaziano dai classici su “Latte e Nero”, ai corsi per le feste come Natale e Pasqua, a quelli per i più piccoli come il Minituffo nel cioccolato
Gift shop Perugina
La visita alla Casa del Cioccolato si conclude con il Gift Shop Perugina, il negozio annesso in cui si può trovare una grande varietà di prodotti Perugina. Dai mitici Baci Perugina, con le loro tantissime confezioni, adatte a tutte le occasioni, alla varietà dei piaceri del fondente di Nero Perugina: sottili ed eleganti Sfoglie, cioccolatini dal guscio croccante e morbida crema nera.
Da Baci in Rosso, un appassionante incontro tra cioccolato fondente e ciliegia con un cremoso ripieno al liquore, alle esclusive Collezioni Perugina, create per farti trasportare in un viaggio alla scoperta dell’arte del gusto.
E poi, tantissime diverse tipologie di cioccolatini sfusi: dalle mitiche Banane, ai golosi Cremini, ai Gianduiotti, ai Tre Re, al famosissimo Grifo.
Ed ancora tutte le confezioni esclusive Casa del Cioccolato, a edizione limitata o dedicate alle ricorrenze ed occasioni speciali.
sabato 15 gennaio 2011
Dillo con un Bacio
Ricorda Giovanni Buitoni: “Come avrebbe potuto un cliente, entrare in un negozio e chiedere, magari ad una graziosa venditrice: “Per favore, un cazzotto?”. Tolsi il cartello dal vassoio e ne misi uno nuovo: “Baci Perugina”. ..I giovani si rivolgevano alla venditrice “signorina, mi dà un bacio?” E la signorina.. “Eccole un Bacio”… accompagnandolo con uno sguardo birichino”. (da: Storia di un imprenditore, di Giovanni Buitoni)
A dare il loro contributo al successo dei Baci sono stati Luisa Spagnoli, Giovanni Buitoni e la grafica di Federico Seneca.
Il ” look” del Bacio fu opera di Federico Seneca, non semplicemente Art Director di Perugina ma vero genio futurista, con tanto di elogio dello stesso Filippo Tommaso Marinetti. Appartiene a Seneca l’idea della “coppia di innamorati” ispirata al dipinto “Il Bacio” di Hayez. Sua, probabilmente, l’idea di inserire, nel prodotto, il “cartiglio” e cioè il messaggio d’amore ancor oggi segno inconfondibile dell’originale cioccolatino la cui fisionomia non viene intaccata dai numerosi tentativi di imitazione (anche il Bacio fascista!)
Dalla metà degli anni Venti Perugina taglia le produzioni più esposte alla caduta dei prezzi, concentrandosi su produzioni di lusso e qualità. Ogni occasione è buona per regalare cioccolato. Scatole da regalo, Uova di Cioccolato: si moltiplicano i tipi, si impreziosiscono formati e confezioni. La tendenza, che trionferà negli anni Trenta, le varrà la prima affermazione di “leader delle ricorrenze” collocandosi su feste istituzionali consolidate ma giungendo, negli anni Sessanta, ad inventarne “commercialmente” delle altre: San Valentino, Festa della Mamma etc..
Negli anni Cinquanta, anni della modernizzazione e del miracolo economico, il cioccolato cessa di essere un puro veicolo relazionale e diventa, a tutti gli effetti, un alimento. Il boom economico vede il lancio di prodotti Perugina destinati ai consumi di massa: il “Carrarmato” è una delle prime barre di cioccolato.
Negli anni Cinquanta, anni della modernizzazione e del miracolo economico, il cioccolato cessa di essere un puro veicolo relazionale e diventa, a tutti gli effetti, un alimento. Il boom economico vede il lancio di prodotti Perugina destinati ai consumi di massa: il “Carrarmato” è una delle prime barre di cioccolato.
A san Sisto la Casa del Cioccolato Perugina
Quello tra Perugia e la Perugina è un connubio che inizia nel 1907 e che si è tradotto in una promozione costante del territorio. Perugina rappresenta la realtà economica più importante e conosciuta dalla Regione. Non a caso stabilimento e marchio sono stati in più di un’occasione sponsor e partner di eventi significativi che coinvolgono cuore e radici della città e dell’azienda: manifestazioni, tradizioni, iniziative ludiche.
La Casa del cioccolato Perugina è nata dall’unione del Museo storico e Scuola del cioccolato perugina. Una realtà poliedrica per diffondere la cultura del cioccolato e una straordinaria storia di azienda di cui arte, passione, italianità e originalità rappresentano da sempre i valori chiave.
Al centro della Sala si trova un’esposizione di macchinari di produzione e di confezioni Perugina dal 1907 ad oggi. Completano il percorso 3 postazioni audiovisive: un filmato tecnico sulla lavorazione del cioccolato; filmati di repertorio anni Trenta e Cinquanta sulla vita aziendale; la rèclame italiana: una raccolta di spot dal carosello del 1957 alla moderna comunicazione pubblicitaria.
Il Museo Storico Perugina è visitato ogni anno, da circa 60.000 visitatori. All’ingresso si viene accolti da una ricca degustazione di cioccolata di ogni tipo.
Il percorso del Museo Storico Perugina è suddiviso in 4 sezioni: Dal cacao al Cioccolato; Una storia di impresa; Prodotti e Reti di vendita; La Comunicazione.
I filmati di repertorio ripercorrono l’interessantissima storia della Perugina nata il 30 novembre 1907 nella Perugia antica grazie a Francesco Buitoni, Annibale Spagnoli, Leone Ascoli e Francesco Andreani, i quali costituirono la “Società Perugina per la fabbricazione dei confetti”. Ma il successo di Perugina è dovuto principalmente all’estro tecnico di Luisa Spagnoli, moglie di Annibale, ed al talento imprenditoriale del diciottenne Giovanni Buitoni, cui il padre Francesco affidò l’Azienda ad appena un anno dalla sua fondazione
Un viaggio alla scoperta del cioccolato
“Il solo mezzo per liberarsi dalla tentazioni è cederle” diceva Oscar Wilde riferendosi al cioccolato.
E’ proprio vero, nessuno riesce a resistergli specie se ci si trova all’interno di un luogo dove a guidarti sono gli intensi profumi del cacao e appena arrivati si è accolti da una tavola ricca di cioccolata di ogni tipo.
Questo è quello che succede se si visita la Casa del cioccolato della Perugina a San Sisto. Camminando in questo luogo si ha la sensazione di sfogliare un ricco album illustrato fatto da imperatori e regine, vescovi e mercanti, papi e libertini, esploratori e cuochi pasticcioni, cardinali golosi, sperimentatori geniali, ognuno dei quali ha segnato l’incredibile storia del cioccolato.
Una leggenda azteca narra che la pianta del cacao nacque dal sacrificio di una coraggiosa principessa, disposta a morire pur di non rivelare dove fossero custodite le ricchezze del regno. Nel punto in cui cadde la principessa nacque un albero dai frutti rossi come il sangue, forti come il coraggio, amari come la sofferenza.
Il primo a dare notizia della scoperta del cioccolato fu Hérnan Cortez nel 1520. Arrivato in Europa alla Corte di Carlo V, il cacao si diffuse come bevanda stimolante e medicamento. All’interno dei chiostri i Gesuiti tritavano i semi di cacao custodendo gelosamente una ricetta che sostituiva la componente speziata con zucchero, anice, cannella, acque di rosa ed arancia, mandorla e nocciole tritate.
Fu lo scambio di cuochi in occasione del matrimonio dei Savoia con l’Infante di Spagna e le principesse francesi a favorire il diffondersi della cioccolata. L’infanta Anna d’Austria, sposa di Luigi XIII, importò non solo la moda della bevanda ma anche il rito della preparazione unitamente alla sperimentazione di nuove ricette.
Quanto all’Italia, il primo carico di cacao arrivò in Toscana nel 1606 grazie all’aristocratico fiorentino Antonio Carletti. Alla Corte dei Medici la cioccolata diventò oggetto di accostamenti e nuove aromatizzazioni. Unita ad agrumi e gelsomino diede vita ad una ricetta segreta di Francesco Redi (archiatra speziale, membro dell’Accademia della Crusca) che tutti avrebbero voluto scoprire: “Prendi cacao abbronzato e ripulito e stritolato grossolanamente libbre 10…gelsomini freschi da mescolare con detto cacao…poi piglia zucchero bianco buono asciutto libbre VIII Vaniglia perfetta once III. Cannella perfetta Once 6. ambra grigia scrupoli II e secondo l’arte si fa la cioccolata”. Furono i mercanti piemontesi ad esportare la cioccolata nella vicina Svizzera e fu, presumibilmente, in Piemonte che, nel Settecento, iniziò a diffondersi dalla Francia la moda delle uova di cioccolato. Ed è sempre in Piemonte che nel periodo illuminista si ebbe il boom del cioccolato italiano. A Torino si diffuse dapprima la Bavaresia , una specie di mousse al cioccolato destinata alla prima colazione della nobiltà. Seguirà il Bicerin, mix di caffè, cioccolato e crema di latte servita in piccoli bicchierini, che ebbe fra gli appassionati anche Cavour, Alexandre Dumas, Friedrich Nietzsche.
Iscriviti a:
Post (Atom)